CLASSICA: DOVE TUTTO EBBE INIZIO…
Ieri sera sono andato alla prova generale del “Don Giovanni” di Mozart. Era uno spettacolo eseguito dall’Orchestra di Padova e del Veneto in una multisala del centro, rivolto agli under 30. Infatti il biglietto di ingresso costava solo 3 euro.
L’occasione era di quelle da non perdere, persino per uno che di solito con la classica, e con l’opera soprattutto, poco ci azzecca. Anche perchè capita davvero di rado che la promozione di un simile evento sia diretta esclusiavamente ai giovani. Quindi tantovale approfittarne, se non altro per un proprio arricchimento culturale.
E come il sottoscritto devono averla pensata almeno altre 250 persone, vista la grande affluenza alla serata.
Questo mi ha dato da riflettere.
Durante l’attesa prima dell’inizio, e durante la pausa tra i due atti che compongono l’opera, mi sono guardato intorno. Molte delle facce che incrociavo mi sembravano come ironicamete annoiate e spaesate, ma anche entusiaste e incuriosite. Segno questo che dimostra come la classica stia attraversando un momento di rivalsa nel pubblico giovanile, nonostante la fama di “musica soporifera” con cui nel corso degli anni è stata ignorantemente etichettata.
Rivalsa che forse è in atto perchè, come leggevo su un editoriale di Irvine Welsh da “Repubblica” di sabato scorso, è in atto una sorta di “operazione nostalgia” per quel che riguarda la musica. Certo, nel pezzo di Welsh gli spunti erano chiaramente orientati più sul rock e su quello che ha contrassegnato le tendenze degli ultimi 50 anni, ma io in quest’ottica ci aggiungo anche la classica.
Semplicemente perchè il solo pensare quanto questa abbia pesato nell’evolversi di generi “di nicchia” come il progressive-rock e il metal me la fa mettere su di un piano superiore. Quasi trascendentale, usando un termine importante.
In un mondo dove la storia è vista come una ruota, dove tutto si rincorre e si sussegue, è logico arrivare a vedere la musica come una materia ariosa che trae spunto e ispirazione da se stessa, inventandosi e re-inventandosi continuamente nel corso del tempo.
Quindi, cos’è un opera lirica se non un primo esempio di concept-album?
E un musical? Non è forse una semplice ripresa della forma operistica vestita di lustrini e modernità?
Non riesco a darmi una risposta, però al contrario mi pongo un’altra, ulteriore, ultima domanda:
E se Mozart avesse avuto una chitarra elettrica?
A presto!
BeppeTesta




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