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dic 17 / bandblog_admin

UN GIOIOSO ANNIVERSARIO

Oggi nevica. Il clima è di quelli propri del nord Europa. Tutto sto freddo potrebbe per legge di contrappasso creare qualcosa, o qualcuno, dal cuore caldo e dall’animo impetuoso.

E allora immaginate di andare indietro nel tempo, diciamo di circa 140 anni esatti, e di trovarvi magicamente spediti a Bonn, in Bongasse 20, e di assistere alla nascita di un bambino che di nome fa Ludwig, di suffisso Van e di cognome Beethoven.

Ludwig Van Beethoven: una delle figure più significative nella storia della musica, un rivoluzionario, un virtuoso un genio. Illuminato dalla cultura del filosofo Kant, traspose in musica la concezione dell’esistenza, nella coscienza individuale, di una legge morale espressa nella forma dell’imperativo categorico da cui ne emerse poi la caratteristica attitudine eroica e fiera tipica delle sue opere, del suo carattere ruspio e orgoglioso, e del suo talento cristallino e tormentato dalla più grande delle sciagure per un musicista: la sordità.

Ha attraversato per primo la linea che marcava la transizione tra l’era classica e l’era romantica della musica; in alta tensione tra la fedeltà alle strutture compositive “tradizionali” e il bisogno impulso di stravolgerle.

Come quando rimodellò il rondò. Dove con degli accorgimenti sull’elasticità e sullo spazio lo portò vicino alla forma sonata, lavorando sui principi di questa particolare forma e sullo sviluppo dei temi con una complessità ed una lunghezza dei movimenti inusuali per il suo periodo storico.

Oppure come quando, nella IX sinfonia, inserisce l’uso dei cori: cosa del tutto inedita all’epoca. E che oggi invece rientra tra gli elementi standard che determinano il crearsi di questa particolare forma di composizione classica.

Questo titano del pensiero musicale, primo artista della storia a scrivere musica secondo le sue esigenze espressive e non secondo commissione, ha dato vita, nella sua lunga e tormentata carriera, a ben nove sinfonie, trentadue sonate, due messe, un oratorio, un’opera e altre numerose composizioni di diverso genere.

Tanto materiale e tanta qualità che,  oltre a fargli istituire insieme a Bach e Brahms, le tre grandi “B” della musica classica, lo pongono a pieno titolo tra i grandi della musica e della storia occidentale. Contemporaneo di gente come Mozart, Napoleone, Maria Antonietta, Thomas Jefferson e Maximilien Robespierre, tanto per far i nomi più illustri…con cui condivide senza dubbio una piazza d’onore tra coloro che hanno, in qualche modo, posto le basi per la nascita dell’uomo moderno e contemporaneo. E a cui va con sincero affetto e devozione la dedica di questa ennesima, particolare, postata commemorativa.

Morirà a 57 anni, il 26 Marzo 1827, per la decompensazione di una cirrosi epatica che sfociò in una particolare forma di idropisia.

Per chi non lo sapesse l’idropisia è una patologia caratterizzata da un eccesso di liquido nelle cavità sierose e nel tessuto sottocutaneo che può obbligare a periodi di degenza molto lunghi se colpisce la parti inferiori del corpo.

Beethoven ne aveva una forma estesa in tutto il corpo, e fu costretto ad un’operazione per asportare i liquidi in eccesso. A cosa questo portò è inutile ribadirlo…

Si potrebbe solo dire che Ludwig Van Beethoven nacque in Inverno (quasi) e morì in Primavera,  vittima del gelo delle sue origini e del fuoco che ne sciolse le nevi annidiate nel suo incandescente temperamento.

E nulla più.

Anzi, qualcosa è giusto aggiungerla:

TANTI AUGURI LUDWIG!!!

A Presto!

BeppeTesta

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