VITTORIO CANE – PALAZZI
Non sappiano, sinceramente, se Vittorio Cane voglia essere un cantautore. Quello che si sa, però, è che scrivere canzoni gli riesce enormemente bene. Il suo nuovo album - “Palazzi” – uscirà il 21 ottobre, Bandblog ha avuto la fortuna di ascoltarlo in anteprima per voi.
E’ successo mentre andavo ad un matrimonio. Avete presente quando un vecchio amico si sposa: un alleato in mille avventure, un compagno e molto spesso un fratello. Quella sensazione che cammina sul labile confine della contentezza per il grande passo che sta facendo e quell’amarezza personale capace di sussurarti che lo perderai per sempre. Quindi, come è facilmente deducibile, l’umore non era certo dei più equilibrati. Infilo il cd nello stereo con la sicurezza che difficilmente avrei potuto ascoltarlo e capirlo bene. Niente di più falso.
La semplicità del disco, mai come in questo caso, è un pregio, un valore aggiunto, una positiva qualità. Vittorio Cane, alla sua terza fatica, fa un lavoro diretto che, per grazia ricevuta, non cade assolutamente nell’essere scontato. Anzi, anche se lo fosse, è perfettamente, quello che si vuole sentir dire in momenti dove l’esigenza è solo quella di pensare ad altro. Una voglia di staccare e andare oltre. Una volontà di voler sentire storie estranee, dove si è fruitori e non protagonisti. Ecco cosa è questo album: 10 storie. 10 storie da ascoltare che possono piacere o meno, ma che sicuramente chiunque degli ascaltatori capirà come sono andate a finire.
La mia di storia, invece, come è finita? Evviva gli sposi, lancio del riso e un boccale di birra in meno al prossimo brindisi con gli amici.
Alessandro Ribaldi



