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IL CALENDISCO – GARRINCHA DISCHI

La Garrincha Dischi c’ha preso gusto. Dopo il Cantanovanta (in 2 volumi) e “Il Natale (non) è reale“, ha deciso di sfornare per questo inizio di 2012 una nuova compilation.

Il Calendisco è, infatti, una nuova raccolta di brani che, come tradizione vuole, può essere scaricata gratuitamente dal sito dell’etichetta. 12 canzoni, per 12 artisti, per 12 mesi. Il lavoro questa volta vuole prendere le forme di un epico viaggio lungo il corso di tutto l’anno solare: cover, inediti e singolari reinterpretazioni.

Si parte con la struggente (ma bella) “Gennaio” cantata da “Nel dubbio” dove il protagonista indiscusso è il melodico accompagnamento del pianoforte capace di rileggere perfettamente un brano del misterioso poeta che porta il nome di 33 ore . I Le-Li, invece, cantano un allegro e filastrocchesco “Io sono febbraio” un brano che – come dice qualcuno – sembrerebbe uscito dalla colonna sonora di un film di Tim Burton. “A marzo ritorno” è il simil rock’n’roll di Matteo Costa & the Lucky Strikes (forse uno dei brani più riusciti). Con l’inizio della primavera si preferisce la critica politica al profumo di fioritura e libertà; ecco, quindi, “Lo Stato Sociale” che ci ricorda (come se non l’avesse mai fatto nessuno) come è iniziata la storia della nostra stimabile Repubblica Italiana con la canzone “Festa d’Aprile”. Sono i Jocelyn Pulsar, fortunatamente, a riportarci in un clima più spensierato con  la bella “Fiore di Maggio” di Fabio Concato reinterpretata benissimo. Con il primo mese d’estate troviamo i Chevingum che presentano l’inedita “Giugno finisce sempre”, brano allegro, ottimo come apri porte per la stagione più calda. Ecco poi trovare “L’Orso” che decide di reinterpretare a modo suo l’eterna “Luglio” di Riccardo Del Turco. Ferragosto lo passiamo con il polistrumentista Enrico Farnedi che ci canta (e suona) la ballata “Agosto a Cerdanyola”. Settembre e dicembre sono una sorta di gemellaggio: se, infatti, nel primo troviamo Mr.Brace risuonare “Settembre” dei Camillas, nell’ultimo mese dell’anno sono proprio quest’ultimi a coverizzare il “Dicembre” del primo (c’è da dire che entrambi i tentativi risultano piuttosto gradevoli). Nel mezzo troviamo di nuovo 33 ore nel rifacimento de “La notte dell’11 ottobre” dei Massimo Volume. Novembre invece? Lo lasciamo per ultimo, poiché Babalot  compone il brano più intenso e particolare di tutta la compilation “A novembre”, un piccolo capolavoro di creatività.

In conclusione: il Calendisco è proprio quello che ci voleva per iniziare bene l’anno. Scaricatelo, ascoltatelo e provate a darci torto.

Alessandro Ribaldi

 

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