JIMKATA
I Jimkata da Ithaca (NY) sono una band molto valida.
Li ho scovati gironzolando qua e là in quello che per molti versi può essere considerato un vero e proprio bacino infinito di input (ed output) musicali: Internet Archive.
Il loro sound è un power-indie electro-rock-sincopato molto trascinante e coinvolgente. Fortemente caratterizzato da atmosfere dance pop e chitarre “uncinanti” che sembrano uscire direttamente da un disco anni ’80; ma che con l’aggiunta di un pizzico di synth evocativi e di strutture metriche ricercate, portano l’orecchio a sintonizzarsi sulle frequenze più gradevoli di questo secondo decennio degli anni 2000.
Finora hanno prodotto tre dischi: Jimkata (ep d’esordio del 2007), Burn My Money (uscito a Settembre 2009), e Ghosts & Killers (Settembre 2010); scaricabili (almeno gli ultimi due album) con la formula dell’offerta libera (quindi “da zero a infinito”, se siete dei mecenati facoltosi) direttamente dal loro sito www.jimkata.com, e tutti ben apprezzabili per l’eccellente efficacia stilistica espressa in ogni singolo pezzo. Come ad esempio in One to Ten, il brano a mio avviso più rappresentativo della band e delle sue relative peculiarità fin qui elencate.
Una band cui senza dubbio non va negato un ascolto. E che senz’altro vale la pena di consigliare e supportare, sicuri di fare del bene non soltanto a loro.
Voci di corridoio dicono che siano in procinto di produrre un nuovo album. Dovrebbe uscire entro l’anno.
Per cui, non ci resta che restare in attesa. E sperare che il quarto episodio sonoro di questa band molto valida sia altrettanto sfizioso come i tre che lo hanno preceduto.
A Presto!
BeppeTesta



